venerdì 13 luglio 2012

Octagona: workshop sull'India in Confindustria Ceramica

Lunedì 23 luglio alle ore 10.30, Octagona, per nome di Enrico Perego, terrà un intervento presso l’Auditorium di Confindustria Ceramica sito a Sassuolo (MO), nell’ambito del seminario "Il mercato indiano e brasiliano della ceramica". Il workshop, organizzato dalla stessa Confindustria Ceramica, offrirà un quadro dettagliato sul mercato indiano e sul mercato brasiliano della ceramica e su quelle che sono le possibilità di business all’interno di tali Paesi.

Nello specifico, l’ampia overview di Octagona si focalizzerà sul settore dell’edilizia e sull’industria delle piastrelle in India e verrà inoltre fornita una accurata analisi del mercato locale, da un punto di vista di realtà produttive e distributive.

All’evento parteciperanno diverse imprese operanti nel settore, che potranno dunque comprendere al meglio le opportunità derivanti da un processo di internazionalizzazione in India.

Per ulteriori informazioni, o per richiedere un incontro con i nostri consulenti, vi invitiamo a contattarci via e-mail al seguente indirizzo: octagona@octagona.com o al nostro numero telefonico: 059.9770184.

venerdì 20 aprile 2012

Per Cibus 2012 l’India è il mercato su cui puntare

Dal 7 al 10 maggio si terrà, presso il Quartiere Fieristico di Parma, la Fiera Internazionale dell’Alimentazione Cibus 2012 (www.cibus.it), che si configura come evento di riferimento del panorama agroalimentare italiano d’eccellenza.  Quest’anno l’attenzione sarà rivolta a quattro Paesi in particolare, tra cui l’India, e Octagona sarà presente con un proprio stand e gestirà il desk “India”, offrendo alle aziende partecipanti l’opportuna prima assistenza e il necessario supporto nell’individuazione di concrete opportunità per lo sviluppo commerciale nei confronti di tale mercato.

Già da diversi anni, il mercato Indiano si configura tra quelli maggiormente interessanti in cui poter intraprendere attività di internazionalizzazione: con oltre 1 miliardo di abitanti ed una economia che corre ad un tasso pari all’8-9% annuo, il Subcontinente si configura infatti tra quelli che a livello globale stanno sperimentando una più elevata crescita.

Da un punto di vista strettamente alimentare, l’India vanta una importante tradizione culinaria, con svariati tipi di cucine particolarmente tipizzate in funzione degli Stati di provenienza. Sebbene l’Indiano medio possa essere definito ancora oggi come consumatore legato alle tradizioni e sia tendenzialmente “conservatore” in termini di gusti e sapori (fenomeno che si deve principalmente ad una scarsa informazione), l’evoluzione degli stili di vita della classe abbiente e media, una maggiore inclinazione verso i gusti e gli standard occidentali, e l’incremento delle presenza straniera in India (dovuta sia a ragioni che hanno a che vedere con il turismo che con il business) hanno creato una maggiore attenzione verso i prodotti stranieri: in particolar modo,  è aumentata la curiosità verso i “nuovi” sapori, così come  aumenta di giorno in giorno l’attenzione alla qualità e alle caratteristiche dei prodotti che si consumano. Un ulteriore elemento corrobora questa tesi: l’ostentazione del proprio status da parte dei ceti medio-alti, costituisce sempre più uno dei driver di un orientamento alla degustazione costante di prodotti non strettamente appartenenti alla tradizione di consumo Indiano.

Ma non sono solo le nuove tendenze dei consumatori locali che rendono l’India un mercato potenzialmente esplosivo. Con un tasso di crescita annuo del settore che si attesta intorno al 4.1% ed una produzione di beni alimentari seconda solo alla Cina a livello globale, il contesto appare davvero maturo per intraprendere azioni di business, soprattutto se si considera che finora sono stati compiuti passi da gigante: se nel 2005 il valore del mercato si collocava intorno ai 120 milioni di Euro, nel 2025 supererà i 270.000 milioni di Euro. Le cifre a seguire testimoniano l’inarrestabile crescita del settore del food, dal momento che l’India:   
  • è il secondo produttore al mondo di frutta e il terzo di verdura (8.4% della produzione mondiale), con un incremento nella produzione di frutta del 3.9%
  • ha il più alto numero di bestiame al mondo fra bovini, ovini e avicoli
  • ha una produzione di carne pari a 9.6 milioni di Euro
  • ha una produzione di latte equivalente a 91 milioni di tonnellate (+4% annuo)
  • ha una produzione di pesce che si stima intorno ai 6.4 milioni di tonnellate
  • ha una produzione annua di beni alimentari di consumo pari ai 4 milioni di tonnellate
  • ha una produzione di pane (riservata alle piccole e medie imprese) che raggiunge i 2.7 milioni di tonnellate
Anche i settori affini come quello della trasformazione alimentare sperimentano una crescita costante: con un giro d’affari pari a 55 miliardi di Euro e un tasso di crescita annuo che si aggira tra il 9 e il 12%, tale industria si colloca al quinto posto in India in termini di produzione, consumo, esportazioni e crescita attesa. Il fattore che dovrebbe indurre i player stranieri ad investire in India è rappresentato in particolar modo dal basso livello di trasformazione che si registra nel Paese a causa della mancanza di opportune infrastrutture di magazzinaggio, trasporto e raffreddamento. Anche in questo caso le cifre sono più che mai indicative, se si considera che solo il 2.2% di frutta e verdura, il 35% di latte, il 21% di carne, il 6% dei prodotti avicoli e l’8% dei prodotti sono soggetti a processi di trasformazione alimentare.

Questo modificato scenario sia in termini di consumo che di dimensioni del mercato, sta condizionando dal basso le scelte degli operatori, in particolar modo per quanto riguarda il canale dell’HoReCa e della Grande Distribuzione Organizzata, astro nascente nel settore della distribuzione indiana. Il concetto moderno di retail ha portato allo sviluppo di shopping centres e malls con svariati punti vendita che offrono divertimento, shopping e food, tutto sotto un unico tetto: oggi il retail rappresenta il 10% del PIL totale del Paese, e le possibilità di business per quanto riguarda i prodotti alimentari si registrano non solo nella GDO ma anche nei Speciality Stores.

Le differenti opzioni fornite dal canale HoReCa riguardano in particolar modo catene alberghiere, ristoranti stand alone, ristoranti all’interno di hotel, lounge bars ed emerging food chains.

In sintesi, le opportunità nei confronti di tale mercato per le aziende italiane operanti all’interno del settore del food non mancano di certo.

Octagona e Cibus 2012: siglato accordo con Fiere di Parma

Octagona e Fiere di Parma hanno stipulato un importante accordo in vista della Fiera Internazionale dell’Alimentazione Cibus 2012 (www.cibus.it), che si terrà dal 7 al 10 maggio 2012, presso il Quartiere Fieristico di Parma. Octagona, grazie all’esperienza maturata in questi anni, è stata scelta dall’Ente Fieristico come Knowledge Partner per l’India, confermando il proprio ruolo di impresa protagonista per le attività di internazionalizzazione legate al mercato Indiano.

Nello specifico, Octagona sarà presente con un proprio stand e gestirà il desk “India”, offrendo alle aziende partecipanti l’opportuna assistenza e il necessario supporto nell’individuazione di concrete opportunità per lo sviluppo commerciale nei confronti di tale mercato. Nell’ambito dei convegni che si svolgeranno all’interno della Fiera, e che verteranno su temi di attualità in ambito Food & Retail, Octagona, per nome di Enrico Perego, terrà un intervento all’interno del workshop sull’India, in cui verranno analizzate le peculiarità e le possibilità di business presenti nel Paese. Tra gli altri relatori del convegno, si segnala la presenza di Cesare Azzali, Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali, Gaurav Marya, Presidente di Franchise India, e Sanjeev Kapoor, International Chef.

Cibus, giunto alla sua 16.ma edizione, rappresenta l’evento di riferimento del panorama agroalimentare Italiano d’eccellenza e costituisce una importante opportunità per le aziende italiane operanti all’interno di tale comparto, intenzionate a intraprendere percorsi di internazionalizzazione sui mercati esteri: nello specifico, quest’anno l’attenzione sarà rivolta a India, Stati Uniti, Germania e Giappone.

L’edizione di Cibus nel 2010 aveva fatto registrare la presenza di oltre 60.000 visitatori e operatori del settore provenienti da più di 55 paesi, più di 1.000 top buyers provenienti da 70 Paesi, oltre 1000 giornalisti accreditati e 2324 espositori in un’area di 120.000 metri quadrati. Anche per quest’anno si prevede una partecipazione particolarmente nutrita e le aspettative sono davvero elevate: l’obiettivo è infatti confermare  il livello qualitativo dell’ultima edizione.

venerdì 23 marzo 2012

India: presentata la nuova Finanziaria

Lo scorso 16 marzo, il Ministro delle Finanze Indiano, Pranab Mukherjee, ha presentato il Budget (strumento programmatico del Governo Indiano equivalente della nostra finanziaria) per il prossimo anno finanziario 2012/13. Oltre alla presentazione delle misure che verranno attuate nel nuovo anno fiscale, il Ministro ha fatto il punto sull’andamento dell’economia Indiana. Le cifre fornite per il 2011-2012 hanno presentato delle differenze rispetto a quanto annunciato nel’anno precedente: la crescita si è attestata al +6.9%, dato più basso se paragonato al PIL del 2010-2011 (in cui si è sperimentato un incremento dell’8.4%) e alle previsioni della precedente finanziaria, che indicavano un +9%.

Nonostante la crisi globale, che ha avuto anche se in maniera lieve delle ripercussioni sull’economia Indiana, il Subcontinente si configura sempre tra le prime cinque economie al mondo in termini di crescita e le previsioni indicano un +7.6% per il prossimo anno fiscale 2012-2013, e un +8.6% per l’anno successivo. Al fine di proseguire sul percorso di crescita intrapreso, il Budget 2012-2013 ha identificato sostanzialmente cinque punti che avranno l’obiettivo di consolidare la crescita economica:

• Rafforzare la domanda interna
• Creare le condizioni per aumentare gli investimenti privati
• Garantire appoggio ad alcuni settori di importanza strategica, quali agricoltura, energia, trasporti, infrastrutture
• Intraprendere misure volte allo sviluppo sociale, per lo sradicamento degli annosi problemi di povertà e malnutrizione
• Combattere il problema della corruzione e della poca trasparenza nella vita pubblica

Per quanto riguarda i settori, Mukherjee intende spingere sullo sviluppo infrastrutturale, settore nevralgico per la crescita dell’India: a tal proposito, verranno complessivamente stanziati, sia da parte del settore pubblico che da parte di investitori privati, circa 770 miliardi di €. Al fine di garantire trasporti più efficienti, in grado di permettere una più rapida circolazione delle merci, il Governo ha deciso di ampliare la linea stradale per una lunghezza pari a 8.800 km, ovvero il 14% in più rispetto al budget dell’anno precedente, con un investimento di circa 4 miliardi di €.

Anche il settore agricolo, che continua ad essere ritenuto una priorità da parte del Governo, sarà oggetto di forti sovvenzionamenti: è stato infatti proposto un aumento del credito per gli agricoltori fino a 88 miliardi di €, in modo da poter permettere loro un più facile accesso alle moderne attrezzature agricole. Inoltre con la nuova finanziaria si darà il via all’implementazione del National Mission on Food Processing, programma che dovrebbe incoraggiare una più forte crescita nel settore della trasformazione alimentare.

Mukherjee ha inoltre affermato che il Governo intende prendere seriamente in considerazione due importanti proposte: la prima riguarda la possibilità di consentire alle compagnie aeree straniere la partecipazione fino al 49% nel capitale di un'impresa di trasporto aereo; la seconda riguarda la volontà di arrivare ad un accordo per la concessione di IDE nel retail multi-brand fino al 51%, e si tratterebbe di una misura davvero fondamentale per il Paese, considerati i recenti ostacoli che non hanno permesso una totale liberalizzazione del settore. Il Ministro ha inoltre proposto di istituire un fondo di 770 milioni di € per dare accesso al credito a micro, piccole e medie imprese. Ulteriori misure riguardano interventi alcune riforme sociali (lancio del programma National Urban Health Mssion e intervento sugli alloggi per le fasce più deboli della popolazione), il settore tessile e il settore finanziario: proprio per quest’ultimo è stato lanciato il Rajiv Gandhi Equity Savings Scheme, programma che prevede la detrazione delle imposte per gli investitori nel settore del retail.

Da un punto di vista fiscale, il Ministro ha promesso iniziative volte al combattere il problema della corruzione e ha aumentato l’excise duty (equivalente della nostra IVA) e la service tax (tassa sui servizi). L’assenza di una proposta per la riduzione dell’aliquota dell'imposta sulle società (denominata corporate tax) non soddisfa le aziende, ma il Governo ha cercato di ovviare proponendo una serie di misure per promuovere gli investimenti attraverso sgravi fiscali in vari settori, tra cui agricoltura, infrastrutture, minerario, ferrovie e strade, aviazione civile, benessere e ambiente.

Inoltre al fine di abbattere il contenzioso tributario e garantire la certezza fiscale per gli investitori stranieri, il Governo ha deciso di introdurre da quest'anno l'Advance Pricing Agreement. L'APA, nell'ambito della disciplina sui prezzi di trasferimento, è un accordo tra il contribuente e l'Amministrazione fiscale, che affronta le questioni relative ai prezzi di trasferimento all'interno di un gruppo di transazioni tra imprese per un certo periodo, definendo metodologie appropriate, termini e condizioni.

lunedì 13 febbraio 2012

Octagona: workshop a Roma sulle opportunità Indiane

Giovedì 23 febbraio presso la sede di Unindustria di Roma (Unione degli industriali e delle imprese di Roma, Frosinone, Rieti e Viterbo), ubicata in via A. Noale 206, Octagona, per nome di Alessandro Fichera, terrà un intervento all’interno del workshop denominato “Continente India: i nuovi hub produttivi e commerciali per le PMI Italiane”.

L’evento, organizzato da Unindustria in collaborazione con l’Ambasciata Indiana di Roma, ha l’obiettivo di analizzare le potenzialità del Subcontinente Indiano,  con una particolare attenzione alle città e agli Stati maggiormente interessanti per investimenti produttivi e accordi commerciali da parte di aziende Italiane, soprattutto PMI. Sono previste testimonianze da parte di esperti e specialisti in grado di illustrare gli aspetti tecnico-legali di una partnership Italo-Indiana e gli strumenti finanziari disponibili sia in Italia che in loco.

L’intervento di Octagona verterà principalmente sulle opportunità provenienti dal Subcontinente: nello specifico verranno illustrati i settori che oggigiorno sono in grado di offrire concrete possibilità di business, e verranno indicati gli hub più promettenti.

Per ulteriori informazioni, o per richiedere un incontro con i nostri consulenti, vi invitiamo a contattarci via e-mail al seguente indirizzo: octagona@octagona.com o al nostro numero telefonico: 059.9770184.

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venerdì 20 gennaio 2012

Brasile: il fascino del made in Italy

Nonostante il difficile momento che sta attraversando il nostro Paese, il made in Italy continua ad esercitare il suo fascino e ad essere apprezzato a livello globale. Per ovvie ragioni di continuità culturale, l’America Latina garantisce da questo punto di vista le possibilità di accesso ad un mercato sempre fortemente interessato ai nostri prodotti: probabilmente in nessuna altra parte del mondo i marchi italiani risultano tanto apprezzati e possono contare su una spendibilità così elevata.

La presenza Italiana in Brasile può ritenersi discreta: sono circa 600 le nostre imprese insediate nel territorio (di cui un terzo sono impianti produttivi e 280 sono filiali commerciali) e tra queste il numero di PMI ammonta a 450. I settori in cui il made in Italy occupa una posizione di leadership sono la meccanica, il comparto alimentare, il settore dei materiali da rivestimento, il tessile, la nautica. Il nostro interscambio commerciale, a testimonianza di una costante continuità culturale, ha sperimentato un incremento a partire dal 2006 del 30% e le nostre esportazioni hanno avuto un vero e proprio boom sempre a partire dallo stesso periodo con un +70%. Nel primo semestre del 2011 il nostro export ha fatto registrare un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: tali cifre hanno fatto si che il Brasile rappresenti oggi il secondo mercato del continente Americano, dopo gli Stati Uniti, rispetto al quarto posto occupato nel 2006.

L’Italia, tuttavia, può fare molto di più. Questo il pensiero di Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria, che nel corso dell’ultimo Forum Economico tra Italia e Brasile, avvenuto ad ottobre 2011, ha evidenziato come, nonostante le nostre relazioni commerciali con il Brasile godano di buona salute, si possa fare molto di più. Sarebbe opportuno, proprio in virtù del forte legame culturale, cercare nuovi spazi e creare nuove possibilità di export e di internazionalizzazione, soprattutto per le PMI.

In un momento come quello attuale, le opportunità offerte dal gigante Brasiliano sono enormi: dal settore alimentare a quello ambientale, dall’automotive alle energie rinnovabili, dalla nautica all’attività estrattiva di marmi e graniti, dal petrolchimico alle telecomunicazioni solo per citarne alcuni. Tra le aree in cui poter effettuare un investimento si segnala oltre a San Paolo e Rio de Janeiro, lo Stato di Bahia (che offre interessanti opportunità per l’automotive, la trasformazione della plastica e la metallurgia), di Santa Catarina, di Parà e Maranhao.

La crescita prevista per il più importante Paese del Sudamerica, si attesterà nei prossimi quattro-cinque anni ad un ritmo superiore al 4%, e non può passare inosservato il fatto che il Brasile sarà teatro dei Mondiali di calcio 2014 e delle Olimpiadi 2016: per poter far fronte a tali eventi, Brasilia spenderà circa 28 miliardi di Euro solo in ambito infrastrutturale. La forte stabilità politica e finanziaria, l’intenso sviluppo demografico, la vertiginosa ascesa della classe media (si calcola che negli ultimi 3 anni ben 45 milioni di Brasiliani siano entrati a far parte della classe media), la crescita di diversi settori fa sì che il Brasile costituisca oggigiorno una delle principali mete in cui investire ed internazionalizzarsi. Anche le agenzie di rating, Fitch su tutte, hanno promosso il Paese Sudamericano, elogiandone percorso di crescita, che si manterrà “relativamente robusto” nei prossimi anni, e solidità economica.

Tra i principali fattori critici, la complessità del sistema fiscale e i dazi elevati: considerato il costante aumento della capacità di consumo del Paese, Brasilia tenta di proteggere dalla concorrenza estera le aziende nazionali per favorirne la crescita, e di conseguenza i dazi sono tali da far raddoppiare il prezzo della merce importata. Per questa ragione, lo sbarco in Brasile si addice maggiormente alle aziende che intendono produrre in loco o a quelle che assieme al prodotto di punta di fascia alta, sono in grado di associare una seconda linea, dotata dell’appeal del marchio italiano ma dal prezzo più abbordabile.

La chiave giusta per l’accesso nei confronti di tale mercato consiste non tanto in un’ottica di breve termine, ovvero di una politica volta meramente all’esportazione, ma nell’investimento produttivo: è questa la corretta modalità di approccio che può garantire risultati concreti in un mercato di 200 milioni di abitanti. In alternativa l’impresa Italiana può pensare anche alla possibilità di una costituzione di società di diritto locale, ad una acquisizione o ad una partnership con società locali.